Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 527 del 13/10/2004
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La seduta, sospesa alle 13,55, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PUBLIO FIORI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro della salute, il ministro delle comunicazioni, il ministro per i rapporti con il Parlamento ed il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

(Iniziative per favorire la ricerca, la prevenzione e la cura delle malattie rare - n. 3-03816)

PRESIDENTE. L'onorevole Buemi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03816 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).

ENRICO BUEMI. Signor Presidente, signor ministro, da un articolo apparso sul quotidiano La Stampa del 29 settembre 2004 si apprende la tristissima vicenda di Luca, un bimbo di 8 anni di Settimo Torinese affetto da panencefalite subacuta sclerosante, una rara malattia che costituisce una complicazione del morbillo, contro il quale il bimbo non era stato vaccinato.
Ad oggi, per quanto ne sappiamo, non esistono cure contro questa malattia, dal momento che, a causa della sua rarità, le case farmaceutiche non hanno interesse ad investire in medicine per pochissimi e, allo stesso tempo, non esistono specialisti, perché nei convegni non si parla quasi mai di queste patologie e non c'è sufficiente letteratura, né tantomeno esperienza clinica in materia.
Come denuncia la professoressa Carla Zotti, docente di igiene all'università di Torino, le credenze popolari ( per cui la malattia è «da fare») condizionano ancora molto le famiglie, che vengono lasciate sole di fronte alla scelta di vaccinare o meno i propri figli e, poco o male informate sulle conseguenze della loro scelta, spesso decidono per il «no».

PRESIDENTE. Onorevole, la prego di concludere.

ENRICO BUEMI. Il vaccino contro il morbillo, infatti, non viene somministrato se non in misura assolutamente insufficiente.
Chiedo al Governo quali misure intenda adottare per risolvere questo problema.

PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di rispondere.

GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la panencefalite subacuta sclerosante è la complicanza più grave del morbillo e si manifesta in circa un caso ogni 100 mila malati, a distanza anche di diversi anni dall'infezione, come evoluzione inevitabilmente fatale, a dispetto di qualsiasi intervento terapeutico di sostegno. Purtroppo, ad oggi non esiste alcuna cura di efficacia nota.
Non si tratta però di una malattia classificata rara, perché di fatto è una complicanza del morbillo, malattia ancora molto frequente nel mondo. Oltre a questa, le complicanze più temibili del morbillo sono la encefalite e la polmonite.
Nonostante la vaccinazione contro il morbillo sia stata raccomandata in Italia a livello nazionale fin dal 1979, ancora oggi la percentuale di bambini vaccinati non ha raggiunto livelli di copertura sufficiente ad impedire l'insorgenza di epidemie, l'ultima


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delle quali in ordine di tempo è stata quella verificatasi nel 2002, con oltre 40.000 casi stimati, 1.000 ricoverati, 23 encefaliti segnalate e quattro decessi.
Poiché il morbillo è una malattia estremamente contagiosa, sono sufficienti piccoli nuclei di soggetti suscettibili all'infezione per mantenere attiva la circolazione del virus. Per contrastare questo grave rischio, è stato disposto e concordato con le regioni un piano speciale di eliminazione del morbillo, attualmente in corso, che prevede l'offerta attiva di vaccinazione anti morbillo non solo ai nuovi nati, ma anche a tutti i bambini fino a 14 anni non vaccinati, che non abbiano avuto la malattia. A rinforzo del piano, il ministero ha anche effettuato una campagna nazionale di informazione per favorire la vaccinazione contro il morbillo, campagna tuttora in atto.
Purtroppo, dobbiamo constatare che l'attuazione del piano è molto diversificata tra le regioni, con livelli di copertura decisamente insufficienti in numerose regione. Il caso del piccolo di Settimo Torinese è una triste testimonianza dell'incompletezza dell'offerta attiva di vaccinazione anti morbillo.
Il Ministero della salute aveva già nel 1999 varato un piano nazionale vaccini inserito tra i livelli essenziali di assistenza, e proprio nella scorsa settimana ha inviato il nuovo piano nazionale vaccini 2005-2007 all'accordo della Conferenza Stato- regioni. Il Ministero della salute ha chiesto infine, nella legge finanziaria attualmente in corso di esame, il sostegno finanziario per attuare un piano di prevenzione attiva, già concordato con le regioni il 6 aprile a Cernobbio, proprio per permettere il superamento del divario esistente tra gli elementi di indirizzo strategico e l'attuazione reale dei programmi.

PRESIDENTE. L'onorevole Buemi ha facoltà di replicare.
Le ricordo, onorevole Buemi, che ha disposizione due minuti.

ENRICO BUEMI. La ringrazio, signor Presidente.
Signor ministro, il quadro da lei descritto corrisponde alla realtà; quanto manca - e non so se sia presente all'interno del piano per i vaccini da lei proposto - è un coinvolgimento in maniera più puntuale dei medici di base e dei pediatri, che possono sicuramente svolgere un'azione di stimolo e di sensibilizzazione nei confronti delle famiglie.
Infatti, se il problema consiste nella vaccinazione di massa, è evidente che si deve fare ogni sforzo per raggiungere quelle percentuali che possono mettere al riparo dalle conseguenze di questa malattia derivata.
Nello stesso tempo, osservo come, anche nel caso di una malattia particolarmente rara che colpisca una minima parte della popolazione, vi sia comunque la necessità di sviluppare la ricerca tesa a mettere in qualche misura al riparo anche quelle percentuali minime dal rischio di impossibilità terapeutiche che, oggi come oggi, invece, dobbiamo constatare.
Mi aspettavo, da parte sua, anche una qualche presa di posizione su tale materia; materia che deve sempre di più vedere la massima responsabilità politica in campo sanitario svolgere un'azione di orientamento verso le case farmaceutiche e verso la scienza affinché si affrontino non soltanto i settori di convenienza commerciale ma anche quelli di interesse più generale (Applausi dei deputati del gruppo Misto-socialisti democratici italiani).

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