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Allegato B
Seduta n. 270 del 21/1/2010
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AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Interrogazioni a risposta in Commissione:
MARIANI e REALACCI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
il Codice ambientale (decreto legislativo n. 152 del 2006) affida alle autorità di bacino il compito di approvare il piano di bacino distrettuale, che ha valore di piano territoriale di settore, ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo con il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione delle acque;
nelle more dell'approvazione dei piani di bacino, le Autorità possono adottare piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico (PAI), che contengono in particolare l'individuazione delle aree a rischio idrogeologico, la perimetrazione delle aree da sottoporre a misure di salvaguardia e la determinazione delle misure medesime;
le Autorità di bacino possono approvare, inoltre, piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, redatti anche sulla base delle proposte delle Regioni e degli enti locali;
l'attuazione dei piani di bacino avviene mediante programmi triennali di intervento, redatti tenendo conto degli indirizzi e delle finalità dei piani medesimi e indicando i mezzi per farvi fronte e la relativa copertura finanziaria;
tali programmi, ai sensi dell'articolo 72 del Codice, sono a totale carico dello Stato;
la legge finanziaria 2008 ha previsto, all'articolo 2, comma 321, l'adozione, da parte del Ministro dell'ambiente, di piani strategici nazionali e di intervento per la mitigazione del rischio idrogeologico e per favorire forme di adattamento dei territori, da attuare di d'intesa con le autorità di bacino competenti, le regioni e gli enti locali interessati e tenuto conto dei piani di bacino. Lo stesso comma ha autorizzato la spesa di 265 milioni di euro per ciascuno degli anni del biennio 2008-2009;
lo stesso articolo 2, comma 332 ha previsto la definizione e attivazione, da parte del Ministero dell'ambiente sulla base delle richieste dei comuni e delle comunità montane, di un programma di interventi di manutenzione del reticolo
idrografico minore e dei versanti che privilegi la realizzazione di opere tradizionali e a basso impatto ambientale;
in merito alla generale situazione di grave e diffuso rischio idrogeologico del Paese, la VIII Commissione della Camera ha più volte messo in evidenza, anche attraverso l'indagine conoscitiva sulle politiche per la difesa del suolo e la risoluzione sul Fondo regionale di Protezione Civile, la necessità di rafforzare la prevenzione o la pianificazione degli interventi per la messa in sicurezza del territorio. in tale ambito, la risoluzione 8-00040 ha impegnato il governo ad attuare un organico programma di interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la manutenzione del territorio;
il 12 novembre 2009 lo stesso Governo nello svolgere un'informativa urgente sui recenti disastri di Messina ed Ischia, ha rilevato come la situazione di criticità idrogeologica del Paese imponga di agire rapidamente per garantire ai cittadini adeguate condizioni di sicurezza ed ha sottolineato la necessità di investire molto di più in prevenzione piuttosto che intervenire a posteriori;
la legge finanziaria 2010 ha destinato quindi ai piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico 900 milioni di euro, che peraltro non coprono la drastica riduzione degli stanziamenti ordinari per l'assetto idrogeologico operata da questo governo con le ultime due leggi finanziare, che hanno ridotto ad un terzo, da oltre 2,2 miliardi a soli 897 milioni di euro il fondi del Ministero dell'ambiente;
con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 dicembre 2002 si è provveduto ad approvare la proposta di programma di interventi urgenti e di iniziative per l'adozione delle misure di salvaguardia approvato con delibera del Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino del Serchio n. 115 del 18 dicembre 2001;
il Piano di bacino stralcio per l'assetto idrogeologico è stato approvato dal Consiglio della Regione Toscana con delibera n. 20 del 1o febbraio 2005 (Gazzetta Ufficiale n. 64 del 18 marzo 2005). Il Piano contiene il programma degli interventi per la riduzione del rischio idrogeologico a livelli socialmente accettabili ed il relativo piano finanziario con una previsione totale di spesa di 1.089 milioni di euro. Gli interventi sono suddivisi in tre fasi, rispettivamente di 3 (primo programma triennale), 7 e 5 anni, previsti in un periodo complessivo di 15 anni;
l'Autorità di bacino del fiume Serchio ha stimato che il fabbisogno necessario per la riduzione del rischio idrogeologico a livelli socialmente accettabili ed al fine di permettere uno sviluppo sostenibile del territorio è di circa 1.089,21 milioni di euro, di cui circa la metà dell'importo necessario per la mitigazione del rischio da frana e l'altra metà per la mitigazione del rischio idraulico. A fronte di tale fabbisogno, sono stati finanziati nel bacino del fiume Serchio interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico motto elevato pari ad un totale 3,2 milioni di euro a valere sui fondi messi a disposizione dallo Stato con il decreto-legge n. 180 del 1998, che sono stati ripartiti in ambito locale dalla regione Toscana;
il Governo, rispondendo all'interrogazione dell'onorevole Mariani n. 5-01355 in merito alle misure per la salvaguardia e il recupero ambientale del lago di Massaciuccoli (7 maggio 2009) ha sottolineato come il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, in data 28 gennaio 2006, ha stipulato con tutti i soggetti coinvolti un Accordo di programma integrativo dell'accordo quadro già firmato con la Regione Toscana nel 2002, con particolare riferimento alla tutela e salvaguardia dei corpi idrici significativi, tra cui il fiume Serchio. Tale accordo ha una copertura finanziaria di 20,5 milioni di euro ed ha come finalità principale la realizzazione delle condizioni per il miglioramento della qualità delle acque del lago di Massaciuccoli, nonché il raggiungimento degli obiettivi di qualità fissati dal Piano di Tutela per il bacino del fiume
Serchio. Tra gli interventi prioritari e urgenti, l'Accordo prevedo la realizzazione di una derivazione dal fiume Serchio per addurre acque al lago e la mitigazione dell'inquinamento diffuso di origine agricola. L'opera di adduzione è stata finanziata nell'ambito dell'Accordo di Programma per un importo pari a 18 milioni di euro, tuttora disponibili -:
se e quali azioni il Ministro abbia avviato o intenda avviare al fine di garantire la piena funzionalità ed operatività delle autorità di bacino e l'effettivo finanziamento dei programmi diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico;
in particolare, quali informazioni possa fornire il Ministro sulla vicenda relativa ai finanziamenti dell'autorità di bacino del fiume Serchio;
se e quante risorse intenda individuare al fine di avviare con urgenza un piano di interventi per la ristrutturazione degli immobili danneggiati e per la riparazione ed il ripristino delle infrastrutture colpite.
(5-02368)
MARCO CARRA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
nel corso della legislatura 2004-2009, l'Amministrazione comunale di Sustinente (Mantova), nella persona dell'allora sindaco dottor Enzo Pedrazzoli, ha presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in opposizione all'autorizzazione all'incenerimento di Cdr (combustibile da rifiuto) presso l'azienda Sama;
il 2 ottobre 2009 la nuova Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Matteo Pinzetta, ha inviato una lettera, protocollata il 4 novembre al Consiglio di Stato attraverso la quale si comunicava il disinteresse, dell'Amministrazione stessa, a proseguire nel ricorso;
il 6 gennaio 2010, il sindaco dottor Pinzetta ha reso noto, attraverso la Gazzetta di Mantova, di aver ricevuto una telefonata dal Ministero (senza precisare da quale Ministero) dove gli veniva comunicato che il ricorso dell'ex Amministrazione «non è accoglibile»;
se corrisponda al vero che il Ministero abbia comunicato verbalmente l'esito del ricorso dell'ex Amministrazione comunale e, se sì, se non si intenda rendere tale pronunciamento ufficiale.
(5-02370)